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Il mito della piadina: da cibo per poveri a piatto tipico

La piadina romagnola è un alimento composto da una sottile focaccia di farina di grano che usualmente viene cotta su un disco di terracotta chiamato “teglia” o “testo” ed è il piatto tipico per eccellenza dei romagnoli.
Inizialmente un piatto per meno abbienti, quella della piadina è una storia che si intreccia a doppio filo con quella del popolo romagnolo che è stato suggellato nel tempo da riconoscimenti di grandi artisti quali Giovanni Pascoli e, in epoca più recente, Raoul Casadei e Samuele Bersani.

Pascoli e il mito della piadina: la storia

Le prime testimonianze scritte relative al piatto tradizionale risalgono al 1371, quando il cardinale Angelico ne descrisse la ricetta nell’opera “Descriptio Romandiolae”, mentre la nuova dimensione culturale della piadina si produce con le opere di Giovanni Pascoli piene di espliciti e importanti riferimenti. In particolare resta tuttora impressa nell’immaginario comune le definizioni di “pane rude di Roma” e di “pane di Enea” che elevarono il povero alimento diffuso in Romagna a simbolo: da quel momento in poi la piadina divenne il piatto tipico di tutti i romagnoli. Il periodo che precede la consacrazione della piadina, vede questo alimento relegato a cibo per le classi meno abbienti. Nel Medioevo, infatti, erano “costretti” a mangiare la piadina coloro che non avevano possibilità di consumare il pane lievitato, come i contadini e i ceti sociali più bassi. E così nel periodo rinascimentale: soltanto nel 1900 grazie alla presenza della farina di mais e al mito della piadina di “pascolana” concezione, le piadine riscossero grande successo, conquistando i cuori dei turisti italiani e stranieri che si riversarono nella riviera nel secondo dopoguerra.

Le tipologie di piadina romagnola: consigli per gli acquisti

Due sono le tipologie di piadine tipiche della Romagna: la romagnola e la romagnola alla riminese.
Le differenze principali sono relativi allo spessore e all’uso o meno del lievito.
Se la piadina romagnola si contraddistingue per la presenza di lievito e uno spessore che varia dai 5 mm al cm, la piadina romagnola alla riminese ne differisce per l’assenza di lievito, uno spessore molto minore che non supera i 2 o i 3 mm e deve mantenere un’umidità interna non trascurabile. Detto questo, che sia romagnola o romagnola alla riminese, vi consigliamo di acquistare la piadina originale dei chioschi, ristoranti e trattorie locali: diffidate delle imitazioni!

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