Home / Cosa fare / L’Emilia Romagna, terra della raccolta differenziata

L’Emilia Romagna, terra della raccolta differenziata

Come ogni anno, anche nel 2021 l’associazione Legambiente ha stilato l’elenco dei Comuni Ricicloni.
Stiamo parlando infatti della particolare e beneaugurante graduatoria che riguarda i comuni d’Italia che si comportano meglio in tema di differenziata e di riciclo.

I risultati in Emilia Romagna

In particolar modo diamo uno sguardo ai risultati raggiunti dall’Emilia Romagna, la nostra Regione che si distingue sempre di più per senso civico e sensibilità in tema ambientale. Nell’annata 2021, infatti, sono ben 26 i comuni che possono definirsi “rifiuti free” e che hanno quindi assolto ai propri doveri di riciclo in maniera puntuale, alcuni addirittura in anticipo rispetto a quanto preventivato.

Comuni “rifiuti free” e comuni ricicloni: i criteri

Per “Comuni Rifiuti Free” si intendono quegli enti comunali che producono ogni anno una quantità minima di indifferenziata da destinare allo smaltimento, ergo inquinano in maniera minima rispetto alle altre cittadine.

I criteri per l’inserimento degli enti locali nella graduatoria dei Comuni Ricicloni sono semplici e prescindono dalla grandezza della cittadina. Le soglie fissate da Legambiente sono due, intesi in maniera cumulativa:

  1. la percentuale di raccolta differenziata, che deve essere superiore al 65%;
  2. i chilogrammi di rifiuti per abitante, che non devono superare il limite di 75 kg/persona per anno.

I comuni e le province virtuose

Se di sicuro la pandemia da coronavirus ha aiutato nell’ottica di un minore impatto ambientale, a causa della riduzione dei consumi e delle attività turistiche, dall’altra parte le opere e i piani di programmazione portati avanti dalle amministrazioni locali hanno avuto grande importanza.

Sono stati tre i comuni premiati da Legambiente come “vincitori assoluti”, riconoscimento che viene assegnato ai migliori comuni tra i comuni virtuosi e quindi sinonimo di eccellenza, questi sono: Civitella di Romagna (in provincia di Forlì-Cesena), San Prospero (in provincia di Modena) e Castelfranco Emilia sempre nel modenese.

Ravenna, i problemi ambientali

Il report dell’associazione ambientalista italiana di riferimento non ha però soltanto notizie positive da darci: possiamo infatti definirlo come un bilancio agrodolce.
Se da un lato, infatti, Legambiente sottolinea il comportamento virtuoso ed esemplare di alcune province quali quella di Parma, di Ferrara e di Reggio Emilia, dall’altro lato emergono problematiche importanti e ancora irrisolte.

Nella particolare classifica di rendimento ambientale stilata da Legambiente, la provincia di Ravenna non brilla e desta grandi preoccupazioni. Tutti gli enti locali, capoluogo compreso, sono in netto ritardo sugli obiettivi fissati dalla Regione e aventi scadenza 2020.

Dopo la “conquista” del poco ambito premio “Sacco Nero”, simbolo di scarso indice ambientale, ancora un primato negativo per Ravenna che dovrà impegnarsi nei promessi mesi per uscire dalla lista dei cattivi di Legambiente.

Continuiamo a tutelare l’ambiente, perché in ogni senso questo rappresenta la nostra ricchezza primaria.

 

 

Cerca anche

Mirabilandia, il regno del divertimento per tutte le età

Una delle attrazioni più entusiasmante dell’Emilia Romagna è Mirabilandia, un parco divertimento alle porte di ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *